petite jorasses

 

Fotografie: Luca Di Meo

Testo: Marco Farina

La val Ferret tutte le volte che la percorro oltre a regalarmi sempre grandi emozionie mi spinge a cercare nuove linee da aprire dato il posto selvaggio e con lunghi avvicinamenti, che permettono di stare in “solitudine” con la propria parete. Dapprima l’impressione che si ha raggiungendo questi posti è durezza e asprezza che si affievoliscono con l’adrenalina e lo stupore nell’osservare queste pareti. Quest’anno dopo aver ripetuto “Pure e Dure” , ho notato un pilastro grigio a destra delle Petites Jorasses e con il mio compagno di avventure François ci siamo ripromessi di ritornare per “aprire” una via.   Dopo una notte per me insonne in bivacco (François ha russato tutta la notte!), il 30 luglio ci siamo portati alla base della parete. Già alla partenza avevamo intuito che a metà del pilastro avremmo incontrato qualche difficoltà. Dopo i primi tre tiri non troppo difficili siamo arrivati alla base di un piccolo diedro solcato da una fessura cieca. Questo si è dimostrato il tiro più difficile ma al contempo il più impegnativo da scalare. Successivamente abbiamo traversato per 15m in orizzontale a destra arrivando alla base di un bellissimo diedro, poco dopo Franz era già alla sosta del 6° tiro accorgendosi che il materiale per concludere la via non era abbastanza (aveva dimenticato qualche friends!) per cui ci siamo calati ed abbiamo preso la strada del ritorno. La via non poteva che chiamarsi “Fuga e Ritorno” a causa del poco materiale e per il fatto che siamo quindi dovuti ritornare per terminarla. Dopo i vari acquazzoni dei primi giorni di agosto, il 5 (giorno della Madonna delle Nevi), abbiamo ripercorso la via e ci siamo imbattuti negli ultimi tiri, arrivati a 50 mt dalla cima del pilastro c’era un torrente unico e quindi ci siamo dovuti arrendere di fronte a ciò che la natura ci presentava. Abbiamo così concluso la via con un po’ di amaro in bocca per non esser arrivati in cima, ma contenti di aver aperto questa nuova via in un ambiente severo e selvaggio, come sono le Petites Jorasses, che allettano gli alpinisti come me e François.

 

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